18) Hegel. La nottola di Minerva.

Nella prefazione ai Lineamenti di filosofia del diritto  presente
la famosa espressione "ci che  razionale  reale, ci che 
reale  razionale". La filosofia come sapere epistemico non
s'interessa di ci che  accidentale. Essa ha il compito di
presentare lo Stato come cosa razionale in s, non nel suo dover
essere. Inoltre come l'individuo, anche la filosofia  figlia del
suo tempo, essa  la nottola di Minerva che inizia il suo volo
sul far del crepuscolo.
G. W. F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto (pagine 459-
461).

Ci che  razionale  reale; e ci che  reale  razionale.
Ogni coscienza ingenua, del pari che la filosofia, riposa in
questa persuasione; e di qui appunto procede alla considerazione
dell'universo spirituale, in quanto universo naturale. Se la
riflessione, il sentimento, o qualsiasi aspetto assuma la
coscienza soggettiva, riguarda il presente come cosa vana, le
oltrepassa e conosce di meglio, essa allora si ritrova nel vuoto;
e, poich soltanto nel presente v' realt, essa  soltanto
vanit. Se, viceversa, l'idea passa per essere soltanto un'idea,
una rappresentazione in un'opinione, la filosofia al contrario
garantisce il giudizio che nulla  reale se non l'idea. Si tratta
allora di riconoscere, nell'apparenza del temporaneo, e del
transitorio, la sostanza che  immanente e l'eterno che  attuale.
Invero, il razionale, il quale  sinonimo di idea, realizzandosi
nell'esistenza esterna, si presenta in un'infinita ricchezza di
forme, fenomeni e aspetti; e circonda il suo nucleo della spoglia
variegata, alla quale la coscienza si sofferma dapprima e che il
concetto trapassa, per trovare il polso interno e per sentirlo
appunto ancora palpitante nelle forme esterne. Ma i rapporti
infinitamente vari, che si formano in questa esteriorit con
l'apparire dell'essenza in essa, questo materiale infinito e la
sua disciplina, non  oggetto della filosofia [_].
Cos, dunque, questo trattato, in quanto contiene la scienza dello
Stato, dev'essere null'altro, se non il tentativo d'intendere e
presentare lo Stato come cosa razionale in s. In quanto scritto
filosofico, esso deve restar molto lontano dal dover costruire uno
Stato come dev'essere; l'ammaestramento che pu trovarsi in esso
non pu giungere a insegnare allo Stato come deve essere, ma,
piuttosto, in qual modo esso deve esser riconosciuto come universo
etico.
Del resto, per quel che si riferisce all'individuo, ciascuno ,
senz'altro, figlio del suo tempo; e anche la filosofia  il
proprio tempo appreso col pensiero [_].
Questo, anche, costituisce il significato concreto di quel che
sopra  stato designato astrattamente come unit di forma e di
contenuto; poich la forma, nella sua pi concreta significazione,
 la ragione, quale conoscenza che intende, e il contenuto  la
ragione, quale essenza sostanziale della realt etica, come della
realt naturale; l'identit cosciente delle due  l'idea
filosofica. - E' una grande ostinatezza (ostinatezza che fa onore
all'uomo) non voler riconoscere nei sentimenti nulla che non sia
giustificato col pensiero, - e questa ostinatezza  la
caratteristica dei tempi moderni, oltre che il principio proprio
del Protestantesimo. Ci che Lutero inizi come credenza nel
sentimento e nella testimonianza dello spirito,  la cosa stessa
che lo spirito, ulteriormente maturato, s' sforzato di
comprendere nel concetto, e cos di emanciparsi nel presente e
quindi di ritrovarsi in esso. Come  divenuto detto celebre quello
che una mezza filosofia allontana da Dio - la medesima
superficialit ripone la conoscenza in un'approssimazione alla
verit - ma che la vera filosofia conduce a Dio; cos  lo stesso
con lo Stato [_].
Del resto, a dire anche una parola sulla dottrina di come
dev'essere il mondo, la filosofia arriva sempre troppo tardi. Come
pensiero del mondo, essa appare per la prima volta nel tempo, dopo
che la realt ha compiuto il suo processo di formazione ed 
bell'e fatta. Questo, che il concetto insegna, la storia mostra,
appunto, necessario: che, cio, prima l'ideale appare di contro al
reale, nella maturit della realt, e poi esso costruisce questo
mondo medesimo, clto nella sostanza di esso, in forma di regno
intellettuale. Quando la filosofia dipinge a chiaroscuro, allora
un aspetto della vita  invecchiato, e, dal chiaroscuro, esso non
si lascia ringiovanire, ma soltanto riconoscere: la nottola di
Minerva inizia il suo volo sul far del crepuscolo.
G. W. F. Hegel, Lineamenti di filosofia del diritto, Laterza,
Bari, 1965, pagine 14-17.
